Rocca Calascio e i Parchi in Abruzzo

Rocca Calascio è una rocca situata in Abruzzo, in provincia dell’Aquila, nel territorio del comune di Calascio, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ad un’altitudine di 1.460 metri s.l.m. È conosciuta per la presenza della rocca, una delle più elevate d’Italia, e dell’antico borgo sottostante, oggi disabitato.

La fondazione della rocca si fa risalire all’anno 1000[1] anche se il primo documento storico che ne attesta la presenza è datato 1380. La struttura originaria era costituita da un torrione isolato di forma quadrangolare a pietre già squadrate ed aveva funzione di torre d’avvistamento[2].

Nel XIV secolo è possedimento di Leonello Acclozamora della baronia di Carapelle[2]. Successivamente, verso la fine del XV secolo, venne concesso da re Ferdinando ad Antonio Todeschini della famiglia Piccolomini[3] che rafforzò la fortificazione dotandola di una cerchia muraria in ciottolame e quattro torri di forma cilindrica ad uso militare[2]. Durante questo periodo la rocca vide crescere il proprio peso economico, poiché posta a controllo dei capi di pecore coinvolti nella transumanza sulla direttrice del regio tratturo per Foggia, ed ai suoi piedi si sviluppò un piccolo borgo, a sua volta cinto da mura[4].

Nel 1579 la famiglia Medici acquistò per 106.000 ducati la rocca ed il vicino borgo di Santo Stefano di Sessanio al fine di estendere i propri possedimenti per sfruttare il commercio della lana[5]. Nel 1703 venne devastata da un violento terremoto in seguito al quale l’area più alta del borgo venne abbandonata e buona parte della popolazione si trasferì nel vicino paese di Calascio[4], la cui nascita è collegata alla distruzione della rocca[2].

Nel XX secolo anche le ultime famiglie rimaste abbandonarono il borgo e la rocca rimase disabitata[4]. Sul finire del secolo però, anche sull’onda del successo derivato dall’ambientazione di alcuni film (su tutti Lady Hawke del 1985), alcune abitazioni sono state recuperate ed altre sono state convertite a strutture ricettive; il castello, inoltre, ha subito un’importante operazione di restauro e consolidamento ed è oggi una delle principali attrazioni turistiche della zona[4]