La costa dei Trabocchi

Il trabocco è un’imponente costruzione realizzata in legno strutturale che consta di una piattaforma protesa sul mare ancorata alla roccia da grossi tronchi di pino d’Aleppo, dalla quale si allungano, sospesi a qualche metro dall’acqua, due (o più) lunghi bracci, detti antenne, che sostengono un’enorme rete a maglie strette detta trabocchetto.

La diversa morfologia della costa abruzzese e garganica ha determinato la compresenza di due diverse tipologie di trabocco: quella garganica prevede l’ancoraggio ad uno sperone di roccia di una piattaforma estesa longitudinalmente alla linea di costa, dalla quale si dipartono le antenne. La tipologia originale abruzzese, tecnicamente detta bilancia, insiste spesso su litorali meno profondi e si caratterizza pertanto per la presenza di una piattaforma in posizione trasversale rispetto alla costa, alla quale è collegata da un ponticello costituito da pedane di legno, inoltre le bilance hanno un solo argano, azionato elettricamente spesso, anche quando il mare è perfettamente tranquillo e la rete è molto più piccola di quella dei trabocchi garganici; altra caratteristica che differenzia le due tipologie è la lunghezza ed il numero delle antenne, più estese sul Gargano (anche il doppio di quelle di Abruzzo e Molise); a Termoli le bilance hanno al massimo due antenne, sul Gargano e nel Nord Barese, a Barletta, Trani e Molfetta, sempre due o più.

I trabocchi sono un elemento caratterizzante del paesaggio costiero del basso Adriatico. La loro presenza è comunque attestata anche lungo il basso Tirreno.

Diffusissimi lungo tutta la costa della Provincia di Chieti cui sono originari, i trabocchi sono così frequenti che danno vita alla cosiddetta Costa dei Trabocchi, che si estende precisamente da Ortona a Vasto.

I trabocchi sono però diffusi anche più a sud, tra le coste molisane e pugliesi sulla costa garganica, soprattutto nella zona tra Peschici e Vieste, dove vengono chiamati impropriamente “trabucchi”, sono addirittura tutelati dal Parco Nazionale del Gargano e sono ritornati in attività grazie all’azione di salvaguardia e di valorizzazione del Parco, che li ha adottati in segno di rispetto della tradizione e dell’ambiente garganico. In realtà erano numerosi anche sulle coste pugliesi più a Sud del Gargano, dove recenti ricerche storiche attualmente in corso hanno evidenziato diversi residui strutturali di antichi trabocchi ancora ben visibili, per esempio a Barletta, dove ne sopravvive ancora uno sia pure in pessime condizioni di conservazione, degli originari cinque, tutti ubicati sui bracci del porto. A Trani in numero di quattro, tutti scomparsi ed a Molfetta dove certa è stata verificata la presenza di almeno un trabocco, a Cala San Giacomo, ora scomparso. Verso la metà del 1970 si costruì un trabocco anche sulla costa ligure in loc. Vesima (prov. di Genova). L’impianto fu dismesso quasi subito e resistette come struttura per alcuni anni.

La provincia di Chieti d’Abruzzo, nel tratto di spiagge che va da Ortona a Vasto, è ricca di trabocchi, ragion per cui tale tratto costiero è stato chiamato Costa dei Trabocchi. Il punto focale della costa sono i centro di Fossacesia e San Vito Chietino. La maggior parte dei trabocchi sono visitabili da parte dei turisti, e alcuni di essi sono stati trasformati in ristoranti. Nella costa dei trabocchi è presente anche, tra San Vito e Fossacesia, la villa che Gabriele d’Annunzio acquistò nel 1899, sul cosiddetto eremo dannunziano.